giovedì 9 ottobre 2014

Recensione, Raven boys di Maggie Stiefvater

Salve, lettori!
Ci rivediamo finalmente!
Wendy ed io ci stiamo un po’ riorganizzando  della serie che fermiamo tutti i nostri amici chiedendogli di scrivere una recensione per la nostra rubrica Reading with a friend… - e vi promettiamo che la settimana prossima, o se ce la faremo (un po’ difficile vista l’assenza di wifi a casa di entrambe) stesso questa settimana sarà pubblicato il post introduttivo a Hoping over the paper.
Ma per il momento, parliamo di quello per cui sono venuta qui: la recensione di Raven boys di Maggie Stiefvater!

Titolo: Raven boys
Titolo originale: The Raven boys
Autrice: Maggie Stiefvater
Editore: Rizzoli
Data di pubblicazione: 20 Novembre 2013
Prezzo: 16,00 euro
Pagine: 460
Trama:

Nata in una famiglia di chiaroveggenti, Blue Sargent, sedici anni, fin da piccola sa che con un bacio ucciderà il suo vero amore. Ora però a quanto pare il momento è prossimo: prova ne è la visione che Blue ha nella notte della vigilia di San Marco, quando gli spiriti dei futuri morti di Henrietta, una cittadina della Virginia, si mostrano alle veggenti Sargent: Blue vede lo spettro di Gansey e apprende che è proprio lui il suo vero amore, e quindi la persona che ucciderà.
Fatalità vuole che Gansey di lì a poco si presenti alla porta delle Sargent per un consulto magico: da anni è sulle tracce di Glendower, mitico re gallese la cui salma è stata trafugata oltreoceano secoli prima e sepolta lungo la linea temporale che attraversa Henrietta.
Blue decide di aiutare Gansey, e si ritrova coinvolta nella ricerca di questa sorta di Graal insieme agli altri Raven Boys, i problematici studenti della scuola che Gansey frequenta. Ma questo è solo l’inizio dell’avventura.

Recensione

Blue capiva che quell’altra Blue stava piangendo
perché amava Gansey.

Se vi fosse concessa una sola parola per descrivere questo libro, quale usereste?
Beh, non so voi, ma io direi particolare. Esatto, particolare, perché questo libro è stato tante cose: intenso, intrigante, misterioso, divertente, talvolta anche noioso, ma di certo nessuno – almeno secondo me – potrà mai dire che è stato banale. Ho comprato Raven boys sapendo quanto fosse stata acclama la precedente trilogia uscita in Italia di Maggie Stiefvater (non uccidetemi se non l’ho letta, vedrò di rimediare presto) e pensando di andare incontro ad un paranormal romance con qualche tinta un po’ mistery che m’intrigava parecchio. E invece no. Già, proprio così, nessun amore paranormale (sì, lo so, sono ancora in lutto per questo): infatti nonostante la tenerezza appena accennata tra Blue ed Adam e la tensione che fa prospettare un grande amore nei libri futuri tra Gansey e Blue, nel libro non c’è una vera e propria storia d’amore. Oddio, temo che non abbiate capito niente: mi sto spiegando come un libro stracciato! Ma vediamo di ricapitolare…

Blue è nata e cresciuta in una famiglia di sensitive e sin dalla più tenera età si è sempre sentita ripetere che avrebbe ucciso il suo vero amore con un bacio (vedete che mi hanno ingannata? Doveva essere un Paranormal Romance!).
Quando giunge la vigilia di San Marco, giorno in cui le anime dei futuri morti si mostrano a tutti coloro che sono in grado di vederle, Blue capisce che è finalmente arrivato il momento: tutte le donne della sua famiglia sano veggenti e sensitive, ma Blue è nata senza alcuna dote particolare. Nonostante questo, però, quel giorno Blue vede l’anima di un ragazzo e possono esserci solo due motivi per cui una non-sensitiva veda un’anima il giorno della Vigilia di San Marco: o è l’amore della sua vita o sarà ucciso da lei; nel caso di Blue, entrambi.
Blue ha paura, ma non tanta quanta ne avrà il giorno in cui quello stesso ragazzo, Gansey, busserà alla sua porta per chiedere una consulenza a sua madre. Gansey, infatti, ha una missione: da molto tempo ormai è alla ricerca del mitico re gallese Glendower e della misteriosa energia le cui linee sembrano tracciare i confini del mondo. Non sapendo cosa fare per impedire a quel ragazzo a cui è legata in un modo particolare e fuori dalla comprensione umana di farsi uccidere, Blue decide di seguire lui e i suoi amici – i Raven Boys – nella missione.

Nonostante tutte le mie lamentele sul fatto che si sia rivelato più un Paranormal Mistery che un Paranormal Romance Mistery, devo riconoscere che Raven Boys è stato un libro molto originale e che, seppur non perfetto, alla fine mi è piaciuto.
La verità è che la prima metà del libro è stata abbastanza noiosa – attraverso il POV dei vari personaggi, l’autrice ha spiegato il mondo nel quale i protagonisti si muovevano – mentre la seconda abbastanza confusionaria – dopo aver dato le informazioni, l’autrice si è sbizzarrita e ha ci ha fatti cadere direttamente nel centro dell’azione, non lasciandoci la possibilità di riemergere per prendere fiato nemmeno una volta – ma confesso che nonostante questo il libro è riuscito a piacermi. Dopo averci riflettuto, sono giunta alla conclusione che non poteva essere altrimenti: Raven boys non è altro che un’introduzione ai libri successivi della serie e non poteva di certo essere questo gran capolavoro se la Stiefvater aveva così tante cose da spiegare prima di cominciare davvero. Ha piantato parecchi semi: l’amore tra Gansey e Blue, la ricerca di Glendower, lo straordinario legame tra Blue e l’energia, il potere dei sogni, neanche gli stessi protagonisti sono ben definiti (spero di capire più di loro nei seguiti); ora non ci resta che aspettare di veder germogliare questi semi nei libri successivi e, se ho ragione, diventeranno delle piante magnifiche. E poi, dopo un finale come questo, cos’altro – se non qualcosa di spettacolare – potremmo aspettarci?

Verdetto finale

Okay, ragazzi, so che la recensione di oggi non è certo tra le mie migliori, ma, se l’avete letta, avrete capito che non ho esattamente un’idea precisa di questo libro e che l’unica cosa di cui sono convinta è che possiamo ben sperare per quelli che lo seguiranno. Per questo per ora mi fermo alle tre stelline e prego perché la Rizzoli ci faccia la grazia, almeno per stavolta, di non far passare due anni e mezzo tra un romanzo e l’altro.

Che ne dite ragazzi? Ho voglia di opinioni!
Con amore,
Alexandra

lunedì 6 ottobre 2014

Siamo tornate... questa volta per restare!

Salve, ragazzi!
Potrete mai perdonarci? 
Purtroppo, abbiamo avuto vari problemi non troppo piacevoli e per cause esterne, il blog non è stato esattamente una delle nostre priorità… Anzi, si potrebbe dire che ci è proprio passato di mente!
Ma ora che la tormenta è superata, siamo tornate più cariche di prima e pronte a realizzare uno dei nostri più grandi sogni: condividere le nostre opinioni con moltissime persone che sono in grado di comprenderci!
Speriamo che potrete sorvolare su  questa nostra assenza: credeteci, stavolta siamo davvero tornate per restare. E abbiamo intenzione di dimostrarvelo!


Per farvi un piccolo esempio della nostra voglia di continuare, ecco due iniziative/rubriche che abbiamo intenzione di condividere con voi:

·         Reading with a friend: Sarà una rubrica mensile in cui, un nostro amico a caso (e se l’iniziativa prende piede, anche uno di voi, inviandoci una mail) può parlarci di un libro che lo ha particolarmente appassionato o che non gli è piaciuto per niente!
·         Hoping over the paper: Sappiamo che tra i blogger e i lettori molti di loro sperano di diventare anche scrittori… Quale occasione migliore per celebrare questa passione se non un’altra rubrica mensile? Dovreste semplicemente inviarci una mail con un vostro scritto e noi, mensilmente, condivideremo il vincitore sul blog e alla fine di un ciclo di dodici mesi sarà eletto il vincitore tra i vincitori.
·         Reading the screen: …E sappiamo che molti di noi sono anche cinefili e appassionati di serie tv, quindi abbiamo pensato di voler parlare, ogni volta che si presenterà l’occasione, di un film o una serie tv (non necessariamente tratti da un libro) da cui siamo rimasti particolarmente colpiti (sia in maniera positiva che negativa).

Come vedete si tratta di rubriche mensili e a cadenza casuale… Questo perché? Perché siamo consapevoli che, per quanto queste rubriche ci possano piacere, sono tutte rubriche complicate per cui necessitiamo anche di una mano da parte vostra per poterle realizzare e non volevamo farvi promesse che non avremmo potuto mantenere.
Come vedete queste rubriche sono differenti tra loro ma accomunate dallo stesso fine: farci sentire parte di un unico grande gruppo!

Speriamo davvero che riuscirete a perdonarci per la  nostra lunga assenza,
Un dolce saluto,
Alexandra e Wendy!

venerdì 25 aprile 2014

Recensione, Il mio disastro sei tu di Jamie McGuire

Okay, giarasolini miei mi dispiace tanto per il lungo periodo di assenza! Ma sono stata parecchio male in questo periodo e non avevo né il tempo, né la voglia di essere produttiva MI DISPIAAAAACE :c, potete voi, miei adorati girasolini,  perdonarmi?!?! Prometto che in questo periodo sarò super-attivissima e non vi lascerò soli nemmeno un secondo! 
Anyway, è giunto il momento di parlarvi di uno dei libri che mi ha rubato il cuore, signore e signori, *rullo di tamburiii* oggi vi parlerò di WALKING DISASTER, sìsì, lo so che si chiama IL MIO DISASTRO SEI TU, ma a me questo titolo fa leggermente schifo, quindi per me resta Walking disaster.

Titolo: Il mio disastro sei tu
Titolo originale: Walking Disaster
Autrice: Jamie McGuire
Editore: Garzanti
Data di pubblicazione: 17 Ottobre 2013
Pagine: 320
Prezzo: 17,60 euro
Trama: 

«Un giorno ti innamorerai, Travis. E quando succederà, combatti per il tuo amore. Non smettere di lottare. Mai.» Travis Maddox è solo un bambino quando sua madre, ormai con un filo di voce, gli lascia queste ultime parole. Parole che Travis conserva come un tesoro prezioso.
Adesso Travis ha vent’anni e non conosce l’amore. Conosce le donne e sa che in molte sarebbero disposte a tutto per un suo bacio. Eppure nessuna di loro ha mai conquistato il suo cuore. Provare dei sentimenti significa diventare vulnerabili. E Travis ha scelto di essere un guerriero.
Finché un giorno i suoi occhi scuri non incontrano quelli grigi di Abby Abernathy. E l’armatura di ghiaccio che si è scolpito intorno al cuore si scioglie come neve al sole.
Abby è diversa da tutte le ragazze con cui è sempre uscito. Cardigan abbottonato, occhi bassi, taciturna. E soprattutto apparentemente per niente interessata a lui. Ma Travis riesce a vedere dietro il suo sorriso e la sua aria innocente quello che nessuno sembra notare. Un’ombra, un segreto che Abby non riesce a rivelare a nessuno, ma che pesa come un macigno. Solo lui può aiutarla a liberarsene, solo lui possiede le armi per proteggerla. L’ultima battaglia di Travis Maddox sta per cominciare e la posta in palio è troppo importante per potervi rinunciare. Solo combattendo insieme Abby e Travis potranno dare una casa al loro cuore sempre in fuga…
Da mesi i lettori invadono i social network richiedendo a gran voce il secondo capitolo di quello che si è confermato il fenomeno editoriale dell’anno. Dopo il successo strepitoso di Uno splendido disastro, Jamie McGuire torna alla Eastern University e all’amore tormentato e strappa sospiri di Abby e Travis. Il mio disastro sei tu è la storia di un ragazzo che non si innamora facilmente, ma quando lo fa è per sempre. Perché ogni racconto ha due facce. E ora è arrivato il momento di Travis Maddox.

Devo dire che Jamie Mc.Guire non ha smesso un secondo di farmi sognare e piangere per ben 359 pagine…anche se devo ammettere è rimasta troppo legata al libro ‘Beautifiul disaster’, e quindi molte volte la storia sembrava troppo uguale.

Recensione

Sai perché ti voglio? Non sapevo di essere perso finché non mi hai trovato. Non sapevo quanto ero solo fino alla prima notte che ho dormito senza di te. Tu sei l’unica cosa giusta che ho fatto. Sei la donna che aspettavo, Pigeon


Ebbene eccoci qui!  Walking disaster è la bellissima storia di Abby e di Travis, vista questa volta dal punto di vista del nostro  mio adorato Maddoxxx,  La storia questa volta inizia con una triste scena raffigurante il piccolo Maddox , ancora piccolo e indifeso perdere la persona che ama di più al mondo una delle due persone che ama di più al mondo, sua madre. 
Il nostro piccolo  Travis ha chiuso per sempre il suo cuore, diventando un donnaiolo di prim’ordine, che dalle donne vuole una sola cosa: IL SESSO, ma la sua vita s’intreccerà a quella di Abby, una ragazza apparentemente  pura e innocente che nasconde un passato alquanto sgradevole che lei vuole buttarsi alle spalle.
Devo dire che Travis Maddox è uno dei miei personaggi preferiti,  forte, bello apparentemente stronzo, ma col cuore d’oro….OH TRAAAAAVIS IO TI AMO.
In questo libro abbiamo  avuto il piacere di analizzare il suo carattere e i suoi pensieri e che pensieri!
Abby……….ah, cara Abby,  non so proprio come comportarmi con te, andiamo, hai ai tuoi piedi uno bello, intelligente e dolce come lui e preferisci Parker?!?!? Io non ho proprio parole, ma  tutto sommato, in questo libro ti ho rivalutata un po’ e diciamo che non sei così male come pensavo.

Verdetto finale
In ogni caso questo libro merita ben quattro stelline e mezzo! La storia è molto banale, ma adoro lo stile della scrittrice….e poi mi ha saputo travolgere come pochi libri, quindi sì! Quattro stelline e mezzo le merita di gran lunga ;)

Un bacino girasolini, con amore,
Wendy.

giovedì 24 aprile 2014

Recensione, Voglio vivere prima di morire di Jenny Downham


Buongiorno, ragazzi!
Lo sapete che vi adoro, vero? Beh, se non lo sapete basti a convincervi il fatto che oggi non sono andata a scuola perché non stavo proprio bene e ho deciso di impiegare il mio tempo libero per scrivere qui sul blog! Mi adorate anche voi, no? Lo spero!
Anyway, Wendy ed io vorremmo spiegare un momento due cose: vi avevamo promesso la recensione del film di Divergent e infatti l'abbiamo fatta! Purtroppo non l'abbiamo ancora pubblicata perché si tratta di un video che non riusciamo a caricare, quindi vi toccherà aspettare ancora un po'! Secondo punto: avrei dovuto proseguire con il Tag Disney Princess Book, ma purtroppo (a parte mitologia greca, per cui ne avevo ben due) avevo zero idee e quindi ho avuto la geniale idea di scaricare cedere gentilmente il lavoro a Wendy che pubblicherà il post nei prossimi giorni!
Ma ora, che ne dite di passare al vero motivo per cui sono qui?!

Titolo: Voglio vivere prima di morire
Titolo originale: Before I die
Autrice: Jenny Downham
Editore: Bompiani
Pagine: 343
Prezzo: 10,00 euro
Trama:

Tessa ha sedici anni ed è condannata dalla leucemia. Sapendo di avere a disposizione solo qualche mese di vita e con tutta la rabbia del caso, decide di stilare una lista di cose da fare prima di morire, che la facciano sentire viva e le diano l'impressione di avere avuto una vita completa. In questa lista, la cosa n. 1 è fare sesso. Poi c'è provare qualche droga; passare un giorno a fare shopping senza limiti, comprandosi tutto quello che vuole; viaggiare; rivedere i suoi genitori (separati) di nuovo insieme. A condividere con lei questi mesi e questi desideri, c'è Zoey, una sua amica un po' "sbandata", che vuole sempre trasgredire e superare i limiti e che Tessa adora perché è l'unica che non la tratta da malata, ma anzi, cerca di farla "sballare" con lei. Inizia così la corsa di Tessa contro il tempo, fra sesso, discoteche, droghe, piccoli furti. Fino al fatale incontro con Adam e con l'amore che strapperà Tessa da ogni paura.

Recensione

Non è giusto.
Non mi va di morire così, senza neanche essere riuscita a vivere decentemente.
 Mi sembra estremamente chiaro.
Mi sento perfino speranzosa, per quanto pazzesco possa essere.
Voglio vivere prima di morire.
È l'unica cosa che abbia senso.

Okay, inizio partendo col dire che ho cominciato questo libro con le aspettative a mille: nel web i vari commenti lo descrivevano come un libro stratosferico, un libro triste, commovente e bellissimo, uno di quelli che una volta che li hai letti non te li puoi più dimenticare. E, oh, se gli do ragione: non potrò mai dimenticarmelo… ma per motivi ben diversi!
Le premesse erano a dir poco eccezionali: una ragazza malata di leucemia, che nonostante tutti i problemi che comporta questa malattia non si rassegna al dover morire e, anzi, decide che ci sono alcune cose che deve assolutamente fare prima di smettere di camminare su questa terra. Mi piaceva, era un’idea originale e non trattava il tema allo stesso modo di tutti, finalmente si parlava di una ragazza combattiva e non della solita ragazza depressa e rassegnata. Ero entusiasta. Questo finché non mi sono resa conto che Tessa – la protagonista – è la solita ragazza depressa e rassegnata. E non solo: tutte le persone che la circondano sono depresse e rassegnate. Giuro, se questo libro fosse un cocktail proporrei di chiamarlo Worse than you, perché questo libro sembrava una gara, davvero, una gara a chi sta peggio. E non perché semplicemente i protagonisti erano dei poveri disperati a cui era toccata una sorte che non meritavano, no. Per il semplice motivo che loro ostentano la loro tristezza, si vestono delle loro disgrazie e organizzano una sfilata di moda “interna”, in cui vince l’anima più tormentata. E, non per essere cattiva, ma probabilmente avrei vinto io, visto che quella più tormentata mentre leggeva questo libro era proprio la sottoscritta.


Tessa è malata di leucemia e proprio nel momento in cui la sua malattia si trova nella fase peggiore, proprio quando capisce che non c’è più niente da fare, Tessa comprende anche di dover fare qualcosa per rendere gli ultimi suoi giorni su questa terra davvero grandiosi, qualcosa che renda la sua vita degna di essere stata vissuta, qualcosa che la renda in qualche modo simile uguale agli altri suoi coetanei.
E così stila una lista, una lista molto semplice eppure per lei abbastanza irrealizzabile, nella quale sono contenute tutte le cose che vuole fare prima di morire: fare sesso, finire in overdose drogarsi, dire di sì a tutto per un giorno, diventare famosa, ecc.. E per realizzare tutte le voci della lista, che è molto più lunga di così, chiederà l’aiuto della sua miglior nemica amica Zoey e, anche se non corso del loro cammino ci saranno litigate, battibecchi e un numero infinito di problemi esistenziali, con l’aiuto di chi proprio non si aspettavano e il coraggio di affrontare anche le cose inaffrontabili, a modo loro ce la faranno.
Quello che bisogna analizzare è il come.
Davvero, ragazzi, comprendo anche il perché l’autrice abbia usato per la lista cose così futili, assurde e anche molto stupide, capisco che tutte queste fanno comprendere il desiderio di Tessa di vivere ancora o perlomeno di vivere almeno una volta prima di morire. Capisco, eppure non capisco. Perché se uno davvero uno vuole vivere, non passa ciò che gli resta a parlare di morte, a farsi compatire perché sta morendo o a sfruttare la proprio condizione di quasi morta. Insomma, come ho detto, io capisco, però non capisco.

Una cosa mi è piaciuta di questo romanzo: lo stile dell’autrice.
E no, non sto scherzando. Ho odiato i personaggi che ha creato, il modo in cui ha sviluppato la storia e la depressione con cui ha farcito le pagine, eppure, nonostante non abbia apprezzato il modo in cui si sia servita della sua dote, il suo stile mi ha colpita, davvero. Tutto il dolore, la depressione, la confusione, la rassegnazione all’inevitabilità delle cose che voleva far percepire è stato percepito: c’è chi ha saputo apprezzarlo, come tutti, e chi no, come la sottoscritta, ma in ogni caso penso che il suo intento sia stato realizzato. È riuscita a trasmettere delle emozioni e penso che questo sia l’importante, che poi siano negative o positive è secondario.

Verdetto finale
…Immagino che dopo questa recensione ve lo aspettaste, nonostante il mio commento molto positivo sullo stile dell’autrice. Come ognuno di noi sai, tutte le opinioni differiscono tra loro; che sia in maniera minima o in tutto e per tutto viene poi. E questa, purtroppo, è la mia. Speravo davvero che questo libro mi piacesse, lo credevo anzi. Purtroppo non è stato così. Peccato. Ma del resto, il mondo è bello proprio perché è vario, no?

A presto, sperando che mi vogliate ancora bene dopo questa recensione,
Alexandra.

P.S. Non abbandonateci, proprio ora che stiamo preparando una sorpresa per voi
P.P.S. Probabilmente non è quello che vi aspettate (non si tratta di un giveaway)
P.P.P.S. Indizio: ci ha ispirati la Giunti. Riuscite a indovinare? Mi raccomando, però, non dite niente!

lunedì 21 aprile 2014

Disney Princess Book Tag! (Parte 1)

Buondì, splendi fanciulli!
Avete mandato al diavolo la dieta, mangiando le uova di cioccolato? Spero proprio che sia stato così perché altrimenti Alexandra – detta anche Nonna Apprensiva – verrà ad imboccarvi come aveva promesso ieri!

A ogni modo, di nuovo auguri ragazzi! Oggi, come avrete capito perfettamente dal titolo, sono qui per il Tag – o la Tag O.o? – Disney Princess Book che ho visto qualche giorno fa sul blog La bella e il cavaliere e di cui mi sono immediatamente innamorata perché, per chi ancora non lo sapesse, sono DAVVERO DAVVERO innamorata delle principesse Disney! ...E anche di Anastasia, a dire la verità, che pur non essendo Disney mi ha fatta innamorare (insomma, Dimitri mi ha fatta innamorare)!!!

Anna ed Elsa - Un libro che coinvolga rapporti di parentela fratelli/sorelle

Anna ed Elsa


Beh, penso di non essere l’unica che si ritrova catapultata immediatamente col pensiero nel mondo mistico e affascinante delle sorelle Cahill, no?
Cate, Maura e Tessa mi hanno stregata dalle prime alle ultime pagine (specie le ultime) contenute in Wicked – I segreti delle sorelle Cahill di Jessica Spotswood e il seguito di questo romanzo Cursed, aspetta sul mio comodino da ormai troppo tempo: uno di questi giorni mi decido e l’inizio!
Wicked è la storia di tre sorelle streghe che, senza la loro madre, non sanno come muoversi in quello strano ed incredibilmente pericoloso mondo magico che sembra in qualche modo disprezzarle e benvolerle al tempo stesso e che, forse contro la propria volontà, le ha maledette… Sì, bello, bello, bello! Dovete assolutamente leggerlo!
… Confesso che trovandomi difronte mia cugina che leggeva tutta rapita Le affinità alchemiche di Gaia Coltorti, in un primo momento avevo pensato a quello, ma poi mi è venuto in mente che forse non era questo il tipo di rapporto di parentela fratello/sorella cui il Tag si riferiva!


Raperonzolo - Un libro che ti fatto sentire emotiva

Rapunzel

Il mio cuore è diviso in due parti, ragazzi, esattamente come quello di Brie in Storia catastrofica di te e di me! Anzi, nel mio caso è ancora peggio perché è diviso in ben QUATTRO parti, che per quanto ne so io sono il doppio di due!
 Ci sono vari libri che mi hanno trasformato in un mammoletta che sospirava/piangeva/ rideva innamorata/canticchiava/faceva un sacco di altre cose che fanno di solito le persone innamorate al cento per cento e oltre, ma in questo momento mi vengono in mente: Colpa delle stelle di John Green, Eleanor & Park di Rainbow Rowell, Schegge di me di Tahereh Mafi e Il confine di un attimo di J. A. Redmerski! Questi tre libri, ognuno per motivi diversi, mi hanno trasformata davvero in una mammoletta che faceva tutte le cose succitate! Colpa delle stelle di John Green e Eleanor & Park di Rainbow Rowell, due libri che penso ormai conosciate proprio tutti, mi hanno fatta disperare e piangere, ma anche ridere e innamorare e sognare tantissimo! Per quanto riguarda Il confine di un attimo, invece, ho avuto gli occhi a cuoricino durante tutta la lettura del romanzo e anche se a volte i cuoricini non si distinguevano per le lacrime, sono rimasti comunque cuoricini! Schegge di me di Tahereh Mafi, invece, bisogna leggerlo e solo allora si capisce davvero: quel libro – soprattutto per lo stile dell’autrice – è distruttivo, non trovo altro termine per descriverlo!... Ovviamente dico "distruttivo" in senso molto positivo!

Merdia - Un libro con una donna guerriera

Merida

Così come prima di me ha già risposto Angharad e come penso che faranno quasi tutti – almeno quelli che hanno letto il libro – non posso fare a meno di rispondere con Vampire Academy di Richelle Mead, libro che tutti avrenno sentito nominare almeno una volta e di cui tra poco – il primo Maggio – uscirà finalmente il film in Italia.
Vogliamo scherzare, ragazzi? Stiamo parlando di Rose Hathaway! Chi può definirsi più guerriera di lei? Forse potremmo nominare Katniss Everdeen di Hunger Games, Cat Crawfield (la nostra tanto amata Mietitrice Rossa) di La cacciatrice della notte o anche Tris Prior di Divergent, ma contro Rose non c’è partita: lei è forse la più coraggiosa, testarda, impulsiva, intelligente e semplicemente sensazionale guerriera della storia della parola scritta! Sembro di parte? Lo sono: amo Rose e la serie di Vampire Academy e non posso credere che non sia ancora uscito in Italia Last Sacrifice in versione cartacea! Ma ora chiudo qui perché altrimenti do il via ad un discorso infinito su quanto odi la Rizzoli e quando è prevista la data di assalto al quartier generale!... E no ragazzi, purtroppo non sto scherzando: ho già fissato la data d'assalto, ma non ve la rivelerò per motivi puramente terroristici!

Tiana - Un libro con problemi reali

Tiana
Qui veramente posso dire che non ci ho messo niente a rispondere ed essere anche estremamente sincera! 
Siccome già mi sono lanciata nella spiegazione di quanto siano spettacolari Colpa delle stelle ed Eleanor & Park, due libri che parlano di problemi incredibilmente reali, questa volta citerò altri due libri altrettanto commoventi che ho amato con la stessa inetensità die libri succitati: The sky is everywhere di Jandy Nelson e Tutto ciò che sappiamo dell’amore di Colleen Hoover!  Sarà per i temi di cui narrano, per il modo in cui li narrano, per i concetti che trasmettono, ma sento questi due libri più vicini ai problemi della mia vita e quindi per questo più reali degli altri! La tristezza di Lennie per la perdita della sorella, lo stato di confusione che stava vivendo, le cose che Lake stava scoprendo proprio in un momento come quello, il modo in cui percepiva così chiaramente l’assenza del padre… Mi sono sembrati sentimenti – dolori – così reali che quasi potevo toccarli con mano!

Belle - Un libro classico

Belle
La mia risposta è Orgoglio e Pregiudizio di Jane Austen, anche se non è di certo il mio preferito.
Sinceramente, non è che quel libro mi abbia mai appassionata molto – non uccidetemi, vi prego – ma la verità è che penso che se Jane Austen per i suoi tempi era innovativa, per i nostri è a dir poco banale! E questo di certo non nasce dalla suo non-bravura, perché come donna e scrittrice doveva essere abbastanza sensazionale, ma dal desiderio di emularla di quasi tutte quelle che sono venute dopo di lui. Ci pensate mai da cosa hanno origini i romance che leggete ogni tanto? I New Adult che tanto criticate o apprezzate (ovviamente dipende dal caso)? Hanno tutti orgine dalla romantica genialità della Austen una donna che di certo per i suoi temi era sensazionale, ma che nei nostri è stata banalizzata proprio da quelli che invece volevano celebrarla!
Comunque so perfettamente che, nonostante non mi sia piaciuto, moltissime persone l'hanno apprezzato moltissimo, continuando a capire il suo genio un po' arretrato.

Pocahontas - Un libro con tema la natura o scritto da un naturalista

Pocahontas
Sapete cosa mi è venuto in mente, per quanto stravagante?

Amore immortale di Cate Tiernan e non ditemi che sono andata fuori tema, per favore, vi avevo avvisati! Il libro di certo non ha come tema principale la natura, ma quando i protagonisti parlano dei poteri degli immortali citano due distinzioni tra le forze non chiedetemene i nomi di queste distinzioni perché non me li ricordo più, ho letto questo libro un sacco di tempo fa – la magia “buona” per cui colui che la usa trae energia da se stesso e la magia “cattiva” per cui la forza è inevece tratta dalla natura e da tutto ciò che ne fa parte: erba, fiori, uccelli, esseri umani. Insomma, un collegamento un po’ strampalato, ma sinceramente non me ne venivano in mente altri!
Durante il libro Nastasya, la protagonista, passa dall'usare la magia "cattiva" a servirsi di quella "buona" (abbiamo già stabilito che non ricordo i nomi, anche se il tutto è un ridicolo non posso farci niente). Ve lo consiglio veramente, mi è piaciuto moltissimo e siccome non pubblicano il terzo della seri in Italia, a breve lo ordinerò su Amazon.


Jasmine -Un libro con il desiderio di libertà

Jasmine

All’inizio avevo pensato a Schegge di me, ma poi mi sono ricreduta è ho optato per Cinder di Marissa Meyer. 
Perché? Il libro della Mafi è pura poesia e io amo quella donna e amo i suoi libri e amo amo amo Aaron Warner, ma non posso dire davvero che in Schegge di me Juliette desideri la libertà perché ormai  si è rassegnata, tornerà a voler essere libera solo in Unravel me, ma ne parleremo poi nella recensione incredibilmente entusiastica che farò di tutta la serie!

Per quanto riguarda il libro della Meyer, invece, il desiderio di libertà è palpabile in ogni sua pagina, in ogni pensiero di Cinder che desidera essere libera dalla sua matrigna e dai pregiudizi della gente, in ogni riflessione di Kai che vuole essere libero dai suoi obblighi verso il regno e dalla regina Levana e in ogni sussurro spaventato dei cittadini di tutto il mondo che desiderano essere liberi dal malvagio popolo lunare! Un libro che sprizza libertà da tutti pori e oltretutto bellissimo che consiglio agli amanti del distopico e non, perché è così originale e bello che strega tutti!


Mulan - Un libro con guerre o battaglie

Mulan

Questo è uno di quelle domande cui la risposta viene automatica: Il trono di spade di R. R. Martin.
Se mi state chiedendo perché, non fatelo, perché davvero non ce n’è bisogno! C’è uno/a combattimento/guerra/battaglia/scontro in ogni singola pagina di questo libro, quindi mi sembra ovvio che io risponda citando questo titolo senza neanche un minimo di esitazione! 

Ho iniziato a leggere questo libro più o meno tre/quattro mesi fa – poco prima di aprire il blog, insomma – ma ho dovuto interrompere la lettura quando mi sono resa conto che aveva un difetto e mancavano delle pagine, anche se devo ammettere che sinceramente non è comunque il libro mi stesse prendendo molto, quindi non mi sono precipitata in libreria per cambiare la mia copia… Che dite, ragazzi? Devo continuare, poi migliora? Oppure devo rinunciare e cominciare a guardare direttamente la tanto apprezzata serie televisiva? Non so, ditemi voi, perché io per il momento non so che fare!


Ariel - Un libro che tratti di curiosità o apprendimento

Ariel

Anche se mi è venuto in mento solo ora che sarebbe stato molto meglio se lo avessi inserito sotto “Tiana”, ho deciso di citare ugualmente Una stanza piena di sogni di Ruta Sepetys. 
Non è che parli proprio dell’apprendimento, ma sicuramente la curiosità ci sta! In maniera incredibilmente commovente e con una penna straordinariamente raffinata pur essendo senza filtri, Ruta Sepetys ci narra le vicende di Josie, una ragazza che, dopo aver finito il liceo, si ritrova tormentata dalla domanda “iniziare o no il college?”. Josie è incredibilemente intelligente  e la sua esitazione è dettata più dalla paura di essere etichettata ancora una volta come la figlia di una prostituta che non nella mancanza di fede nella sua straordinaria intelligenza. Oltre questo, il motivo per cui ho scelto questo libro è l’incredibile curiosità di Josie: curiosità verso la più alta borghesia di New Orleans, curiosità vesro una vita che è diversa dalla sua, curiosità verso tantissime piccole cose che nessuno si chiederebbe e da cui deduciamo la sua intelligenza e la sua voglia di sapere.

Cenerentola - Un libro che tratta di lavori manuali

Cenerentola

Un libro che tratti di lavori manuali, eh?
Beh, direi che mi viene in mente quasi subito Il linguaggio segreto dei fiori di Vanessa Dissenbaugh, un libro che ho trovato incrdibilemente dolce e crudo al tempo stesso, di una realtà commovente che ci fa rendere conto di quanto siamo fortunati nonostante le nostre situazioni complicate e che dà davvero molto da pensare. Di certo non è un libro leggero, ma comunque la curiosità spinge a divorarlo e alla fine il panorama non è proprio niente male, ragazzi. 

Ho scelto questo libro perché all’interno della storia la protagonista, Victoria, è una ragazza molto povera e nel momento in cui si rende conto di dover per forza trovare un lavoro per sfarmarsi si fa impiegare da una fioriai per fare composizioni di fiori, composizioni che attirano immediatamente l’attenzione di tutti. Perché Victoria non si basa sulla bellezza o sulla appariscenza, ma su ciò che i fiori vogliono dire.

La bella addormentata - Un libro che coinvolga il sonno

Aurora

Ma lo sapete che so perfettamente cosa risponderete?!
E so che voi sapete perfettamente cosa risponderò io, ragazzi, perché, andiamo, risponderebbero tutti allo stesso modo a questa domanda… Beh, di certo quelli che hanno letto il libro sì, comunque! Sapete di cosa parlo, no? Sì, sì, sto proprio parlando di Silver di Kerstin Gier, libro che ho iniziato questa notte e ho finito questa mattina e che rileggerò tra poco – perché ho bisogno di altra Kerstin Gier e ancora di Henry e Liv e Mia e Lottie e tutti – per recensirlo sul blog. Trattando il tema dei sogni in maniera totalmente originale – come sempre, non ci delude mai – Kerstin Gier ci narra delle avventure della quasi sedicenne Liv Silver, una ragazza incredibilmente intelligente (al contrario di Gwendolyn, che però era comunque simpaticissima) che un giorno dopo essersi addormentata si ritrova a vagare per il mistico mondo dei sogni, mondo fatto di illusioni e verità, magia oscura e potenti incantesimi! Anche se no l’ho ancora letto sul blog, potete darlo come buono e andare a comprarlo: consigliatissimo! 

Biancaneve - Un libro che tratti di uno sei sette peccati capitali

Biancaneve
Indovinate un po’ quel’è il primo libro che mi è venuto in mente? 
Ma Obsidian di Jennifer L. Aremntrout, no? Perché? Sono sicura che non me la fareste questa domanda, specie chi ha letto il libro, ma rispondo ugualemnte. Perché Daemon Black – il ragazzo più sexy, meraviglioso, sfacciato e affascinante della storia – pecca di superbia. Non una volta, no, no. Bensì in tutto il libro. Tutto. Non c’è una pagina in cui sia insierito il nome “Daemon” senza che il personaggio in questione non si macchi di questo peccato o la nostra Katy faccia riferimenti alla sua vanità e alla sua siperbia. E anche se scorpriremo nel corso della serie che Daemon non è per niente così, sappiamo che non possiamo ugualmente toglierli la colpa per aver fatto le azioni più superbe della storia della letteratura paranormal… Anche se, Oddio!, ci sarebbe da vedere: sicuramente mi sta sfuggendo qualcuno che è molto peggio di lui!

************************
Beh, ragazzi? Che ne dite? questo Tag vi è piaciuto? Purtroppo non ho il tempo di completarlo: ci ho messo già tantissimo, per questo ho deciso di dividerlo in due parti. La seconda parte probabilmente la pubblicherò domani pomeriggio e conterrà:
Principesse bonus: Megara - Un libro che tratti di mitologia greca & Alice -Un libro senza senso o che tratti di mondi strani
Principesse animali: Lady Marian - Un libro con un canide & Nala - un libro con un felino
Quindi, per oggi direi proprio che è tutto, ci vediamo domani per il proseguimento del Tag... mi raccomando, voglio le vostre opinioni!


Tanti baci,
Alexandra.

P.S. Mi sembra inutile dirvi che siete tutti taggati, no? Ovviamente lo sapete già!

domenica 20 aprile 2014

Recensione, Losing it di Cora Carmack

Buondì e buona Pasqua splendidi lettori!
Avete ricevuto le uova di cioccolato, ve le siete regalate? Non pensate di dover stare a dieta, è Pasqua, nessuno sta a dieta a Pasqua! Godetevi il vostro cioccolato e il vostro buon cibo, altrimenti sappiate che scoprirò dove abitate e verrò ad imboccarvi!
Anyway, oggi dovrei essere qui per la recensione di Losing it di Cora Carmack – il titolo del post, almeno, farebbe presuppore questo! – quindi che ne dite di passare proprio a quello?

Titolo: Losing it - Credevo che il cielo fosse azzurro
Titolo originale: Losing it
Autrice: Cora Carmack
Editore Edizioni Anordeste
Data di pubblicazione: 12 Dicembre 2013
Pagine: 288
Prezzo: 13,90 euro
Trama:

Bliss Edwards ha 22 anni ed è ad un semestre dalla laurea. E' anche ancora vergine. Non è esattamente un problema per lei però è stanca di essere l'unica rimasta vergine tra le sue amiche. Il modo migliore per risolvere il "problema" e non pensarci più è perderla nel modo più semplice e veloce possibile, in una storia di una notte. Ma il suo piano si rivela essere tutt'altro che semplice. Infatti, spaventata, lascia un ragazzo stupendo solo e nudo nel suo letto con una scusa che nessuno con mezzo cervello ci avrebbe mai creduto. E come se questo non fosse stato già abbastanza imbarazzante, il giorno dopo in classe, riconosce il suo professore di teatro. Infatti l'aveva lasciato nudo nel suo letto solo otto ore prima...

Recensione

Avevo sempre pensato troppo, ero troppo nella mia testa, come diceva Eric.
Ma da quando avevo incontrato Garrick, avevo la fastidiosa tendenza a smettere di pensare del tutto.

Letto in tempi abbastanza brevi grazie alla leggerezza e all’ironia che abbondano tra le sue pagine, Losing it di Cora Carmack non è di certo uno dei libri migliori che io abbia letto fino ad ora, ma è carino, divertente, leggero e a modo suo fa riflettere sull’inesistenza delle coincidenze e la comica malvagità di un destino che sa sempre dove andare a parare. 
Confesso con un po’ di paura che ve la prendiate con me, che ho iniziato a leggere questo libro pensando devo scrivere una recensione negativa, devo scrivere una recensione negativa e all’inizio pensavo davvero che sarebbe stato così – perché ammettiamolo, non è che il libro inizi in maniera tanto promettente – ma con il passare delle pagine, delle risate che i modi impacciati di Bliss e le tenere prese in giro di Garrick mi facevano fare, non ho potuto evitare di ammettere a me stessa che, nonostante la trama forse un po’ banale, lo stile dell’autrice era scorrevole e il libro mi stava piacendo, tanto che volevo arrivare alla fine per gustarmi il classico e scontato happy-ending per cui tutti si lamentano, ma che alla fine ognuno desidera, che sapevo sarebbe arrivato… E che è stato ancor più dolce e apprezzabile di quanto mi aspettassi!

La storia sembra iniziare in maniera un po’ precipitosa e con qualche inciampo: Bliss confessa alla sua migliore amica, Kelsey, di essere, a ventidue anni compiuti, ancora vergine e lei  pensa bene di dover rimediare quella sera stessa, portando l’amica a in giro per “rimorchiare” un tipo a caso.
Bliss però, pentendosi immediatamente della confessione, capisce di non essere pronta e una volta arrivate in un bar, riesce a trovare come unica scusa per evitare Kelsey e le sue pressioni quella di dover andare in bagno. Ma quando si dice destino… in bagno Bliss incontra Garrick, un ragazzo magnifico e con un accento a dir poco eccitante, che legge nascosto da tutto e da tutti. Tra i due scatta immediatamente qualcosa e, senza che nessuno possa capire né controllare la situazione, si ritrovano avvinghiati e semi nudi sul letto nell’appartamento di Bliss, che sembra aver rivalutato totalmente i suoi principi e le sue idee… ma proprio in quel momento lei scappa, entra nel panico e scappa. E, visto che il Fato proprio non vuole lasciarla in pace, la mattina dopo Bliss e lo ritrova come professore di teatro.
E questo è lo stupido, assurdo, imbarazzante e in qualche modo divertente inizio di Losing it di Cora Carmack. Ora capite perché pensavo che avrei scritto una recensione negativa? Penso Spero di sì. Eppure non sono qui per fare questo, per niente. Perché dopo quest’inizio un po’ zoppicante, l’autrice si riprende completamente riportando il tutto su un altro binario molto più funzionante: con un po’ di furbizia e molto molto brio, Cora Carmack dà vita ad un romanzo ironico, divertente e romantico, che ci parla dei casi della vita e delle cose magnifiche che possono nascere da qualcosa di assurdo e che pare insignificante.

Bliss è una ragazza normale: ha speranze, sogni e niente ad ostacolarla nella loro realizzazione a parte forse la paura di fallire. 
Con la sua timidezza, il suo voler tenere sempre tutto sotto controllo fallendo ogni singola volta, i suoi modi impacciati, i sentimenti che prova ma non riesce a comprendere e il suo modo di uscire dalla situazioni facendo o dicendo cose assurde, è riuscita a conquistarmi. Non potevo non apprezzare il suoi essere totalmente normale e non comprendere quanto fosse confusa per tutto ciò che stava affrontando e che, prima o poi, affronterà ognuno di noi: la fine degli studi e il ritrovarsi sola, senza sapere che strada intraprendere. Sì, mi è piaciuta, anche se ci ho messo un po’ ad apprezzarla.
Anche con Garrick, al contrario che per Bliss, non è stato esattamente amore a prima vista: inizialmente mi era sembrato il classico tipo faccio finta di essere buono con tutti e intelligente e super dotato ma la verità è che l’unica cosa che so è che sono un gran figo, mentre si è rivelato davvero una persona intelligente e ragionevole, che non era buona con tutti, ma si sforzava di esserlo. Ma soprattutto, la cosa che mi ha conquistato di lui è stata la dolcezza: il modo in cui si rivolgeva a Bliss, ciò che le diceva, come la toccava, tutto ha contribuito a far sì che io mi innamorassi di lui; e devo ammettere che l’epilogo a dato il colpo di grazia.
E devo dire che anche i personaggi secondari, sebbene li incontriamo solo poche volte, sono ben strutturati e hanno un loro perché: la dolcezza/timidezza di Cade, l’ironia di Kelsey, la simpatia di Rusty… tutti mi sono piaciuti a modo loro e spero di poter conoscere meglio Cade nel prossimo volume della serie che parlerà appunto di lui.


Verdetto finale
Ammetto che forse vi ho lasciato intendere che nonostante l’inizio un po’ così così, avrei dato un voto molto alto, perché in fondo il libro mi è piaciuto. Ed è così, ragazzi: mi è piaciuto, davvero, ma sinceramente non penso meriti più di tre stelline. È una storia semplice che piace proprio per questo e che va letta in un momento in cui si ha bisogno di staccare un po’ la spina ed immergersi in qualcosa di semplice e un po’ scontato e banale che però riesce ugualmente a divertire e appassionare il lettore.

Tanto baci e ancora buona Pasqua e, mi raccomando, mangiate tanto tanto, altrimenti già sapete quale sarà il vostro destino (*Alexandra prende i panni di una nonna apprensiva*),

Alexandra.